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VENTILAZIONE E...
Il sistema respiratorio è costituito, sotto l’aspetto meccanico, da due componenti fondamentali:
Insufficienza respiratoria L’insufficienza respiratoria può essere dovuta a uno solo o a più danneggiamenti concomitanti degli organi dell’apparato respiratorio (muscoli respiratori, cassa toracica, pleure, bronchi o bronchioli, tessuti polmonari). La funzione meccanica (pompa meccanica) può venire compromessa da patologie che affliggono la gabbia toracica, i muscoli respiratori, la pleura). La funzione ventilatoria (circolazione d’aria nei polmoni) può venire compromessa da patologie a carico dei bronchi e dei bronchioli. Gli scambi di gas possono venire compromessi da patologie a carico del tessuto polmonare (lobi e alveoli).
Si elencano, schematicamente, le
patologie più comuni che possono compromettere la funzione respiratoria.
Insufficienza respiratoria nella malattie neuromuscolari: sintomi L’insufficienza respiratoria nelle persone affette da malattie neuromuscolari è dovuta al progressivo deterioramento della funzione meccanica (pompa meccanica) per l’indebolimento generale dei muscoli preposti alla funzione respiratoria. Molto spesso i primi segni di insufficienza
respiratoria (incapacità di inspirare ed espirare) passano inosservati
perché il processo è lento e di difficile individuazione.
Ventilazione meccanica La ventilazione meccanica nelle persone affette da patologie neuromuscolari tende a ripristinare la ventilazione alveolare, sostituendosi all’inefficienza della funzione meccanica che si verifica a causa del progressivo indebolimento dei muscoli respiratori. Ventilazione controllata: è la modalità di ventilazione in cui il ventilatore insuffla secondo parametri predefiniti e preselezionati ai quali la persona in ventilazione si deve adattare. La ventilazione controllata può essere volumetrica o pressometrica. E’ volumetrica quando vengono predefiniti nel ventilatore volume d’aria, frequenza per minuto e rapporto tra inspirazione ed espirazione. E’ pressometrica quando con il ventilatore viene predefinita la pressione d’insufflazione. Con la ventilazione controllata pressometrica la persona in ventilazione non riceve un volume d’aria stabilito ma riceve invece una quantità d’aria sino a quando viene raggiunta la pressione prescritta nei polmoni. Il limite della ventilazione controllata
sia volumetrica che pressometrica è rappresentato dall’adozione
obbligata di parametri predefiniti. Se questi parametri si rivelano inadeguati,
la persona in ventilazione non ha alcuna possibilità di interagire
con la macchina per aumentare la ventilazione alveolare.
Ventilazione assistita Per superare i limiti imposti dalla
ventilazione controllata, che poco si adatta a persone coscienti e con
richieste ventilatorie variabili, sono state introdotte modalità
di ventilazione assistita attraverso le quali è possibile
interagire con il ventilatore. Questa interazione è resa possibile
dall’impiego di sistemi di innesco dell’atto inspiratorio meccanico su
richiesta della persona. Questi sistemi di innesco di chiamano trigger.
In base al criterio di funzionamento esistono vari tipi di trigger: a pressione,
a flusso, a volume, misti, legati a particolari algoritmi.
Ventilatori In base alla modalità di funzionamento è possibile distinguere i respiratori in ventilatori interni e ventilatori esterni. Ventilatori interni: agiscono insufflando all’interno dell’apparato respiratorio una quantità predeterminata di aria, eventualmente miscelata a ossigeno, che determina l’espansione del polmone e quindi l’atto inspiratorio. La fase espiratoria consegue al ritorno elastico del polmone e della gabbia toracica. Questi ventilatori possono essere collegati alla persona mediante mascherina nasale, boccaglio o tracheotomia. Ventilatori volumetrici: sono
molto affidabili e trovano larga applicazione nel trattamento dell’insufficienza
respiratoria delle forme più gravi di malattia neuromuscolare e
sono particolarmente adatti nella ventilazione per via tracheotomica. E’
preferibile scegliere modelli dotati di allarme per evidenziare problemi
meccanici nel funzionamento, comodi per il trasporto e di facile collocazione
sulla carrozzina e quindi dotati, oltre che di alimentazione elettrica,
anche di batteria, nonché semplici nell’uso.
Ventilatori pressometrici: consentono di erogare un flusso d’aria continuo a pressione prefissata (C-PAP), ovvero a pressione regolabile sia in fase inspiratoria che espiratoria (Bi-PAP). I ventilatori pressometrici hanno un costo inferiore rispetto a quelli volumetrici, sono più facili da usare e sono più leggeri. Non sono però adatti per uso per via tracheotomica, non hanno una batteria interna, non sono dotati di allarme, sono più rumorosi. Ventilatori esterni: sviluppano
la loro azione all’esterno del corpo, creando intorno al torace una depressione
(o pressione esterna negativa) che determina l’innalzamento della gabbia
toracica e conseguentemente l’inspirazione di aria nei polmoni. L’espirazione
consegue all’annullamento della pressione esterna negativa e può
essere facilitata applicando intorno al torace una compressione (compressione
esterna positiva). Si distinguono: polmone d’acciaio, pneumo wrap (poncho,
raincoat o wrap), corazza.
Insufficienza respiratoria nelle malattie neuromuscolari: il piano d’azione del Reparto "Respiratory Care Services" dell’Arkansas Children’s Hospital di Little Rock, USA
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