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ESPERIENZE
"La
vita è lotta e chi non lotta non vive". La storia di Max
Sono nato nel 1975 abito a Milano e sono affetto
da Distrofia Muscolare di Duchenne.
- Nel novembre 1994 il centro riabilitativo che mi seguiva per
la fisioterapia, mi consigliò di sostenere una visita respiratoria specialistica presso
un ospedale di Como.
- Dopo questa visita mi fecero fare una serie di esami specifici
per valutare i miei parametri respiratori in un centro appositamente attrezzato. Nel
febbraio 1995 capirono che avevo bisogno del respiratore automatico che mi arrivò tramite
lASL (USSL, allora).
- Nel giugno dello stesso anno ripetei il controllo al centro
portando il respiratore automatico che, allora, utilizzavo solo di notte con maschera
nasale. Dapprima si tentò di mettere il respiratore in "assistita controllata"
(in cui il respiratore automatico svolgeva il compito di farmi respirare); purtroppo
questa soluzione non andava bene per il mio caso, allora si decise di mettermi in
"assistita richiamata" (in cui io richiamavo laria respirando da solo, e
il respiratore interveniva quando io non riuscivo a respirare autonomamente).
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- Nel 1996 fui sottoposto a un ulteriore controllo che confermò
che tutto andava bene; fu proprio in quellanno che incominciai a frequentare la
sezione di Milano della U.I.L.D.M. ("Unione Italiana Lotta alla Distrofia
Muscolare") e a partecipare a una attività sportiva, lhockey in carrozzina
elettrica.
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- Nel settembre di quellanno, a causa di una serie di
coliche, venni ricoverato in un ospedale di Milano, dove scoprirono che ero afflitto
da calcoli.
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- Allinizio dellanno dopo, esattamente il 13 gennaio
1997, venni nuovamente ricoverato durgenza nello stesso ospedale ove fui operato di
calcoli il giorno 17. Loperazione andò bene ma, purtroppo, al posto di
lasciarmi 48 ore in sala di rianimazione fui lasciato lì solamente 4 ore. Dopo una notte
passata piuttosto tranquillamente, la mattina mi "stubarono" e alla sera ebbi
una grave crisi respiratoria. I medici che mi assistevano diagnosticarono che mi erano
rimaste poche ore di vita
.. E DA QUI COMINCIA LA MIA LOTTA PER TORNARE ALLA VITA.
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- Il giorno 22 gennaio 1997 fui sottoposto a tracheotomia e,
inoltre, mi venne anche una piaga da decubito delle dimensioni di 10x15 centimetri; i
giorni passavano e io non miglioravo, finché, mentre ero ancora in rianimazione, venne a
trovarmi Alberto, Presidente della U.I.L.D.M.di Milano. Ciò mi diede una grande
forza, e mi resi conto che i miei amici non mi avevano abbandonato; infatti oltre ad
Alberto vennero anche molti altri amici dellassociazione.
- Per accelerare la mia dimissione, la U.I.L.D.M. acquistò un
ventilatore da posizionare sulla carrozzina elettrica.
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- Il 9 maggio 1997 fui finalmente dimesso dallospedale,
dopo circa 4 mesi di degenza, e RICOMINCIAI A VIVERE (anche se ero tracheotomizzato) E A
CONVIVERE con tutti i problemi che questa situazione comportava (accettazione della
cannula, bronco-aspirazione, fonazione, addestramento dei familiari volontari obiettori
all'assistenza specifica).
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- Nel mese di luglio ricominciai sia a frequentare la sede della
U.I.L.D.M., per due giorni alla settimana, sia a fare terapia presso il centro di
riabilitazione.
- Inoltre già nel mese di giugno, i miei compagni di squadra
insistettero affinché io andassi con loro a disputare i play off del 2° campionato
nazionale di hockey: quellanno arrivammo secondi ed ebbi lonore di ritirare la
coppa che avevamo vinto. Questo per me fu un gesto veramente speciale che non scorderò
mai.
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- La mia vita, grazie ai miei familiari e agli amici della
U.I.L.D.M., andava avanti; infatti ero sempre più coinvolto nelle varie attività, si
usciva spesso la sera e anche durante il giorno, soprattutto il sabato e la domenica. Il
capodanno 1997/1998 fu il primo che passai con i miei amici
BELLISSIMO!!!!!!!
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- Nel maggio 1998 iniziai a frequentare la U.I.L.D.M. tutti i
giorni e decisi anche di trascorrere le vacanze estive con gli amici
dellassociazione.
- Lhockey continuava a darmi belle soddisfazioni, infatti
ero diventato il portiere titolare della squadra ed in quellanno vincemmo il nostro
secondo scudetto.
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- Lanno 1999 è cominciato nel migliore dei modi: infatti
sono andato a Parigi con alcuni volontari che collaborano con la nostra associazione;
questa, per me, è stata una vacanza molto particolare: era la prima volta che mi
allontanavo così tanto da casa senza i miei genitori. Per fortuna è andato tutto bene ed
è stata unesperienza bellissima che consiglio a chiunque.
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- Il 19 e 20 giugno (1999, ndr) mi accingo a disputare i play
off del 4° campionato di hockey, con la certezza di divertirmi ancora una volta con i
miei amici.
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- Per concludere, posso dire che la mia battaglia lho
vinta, ma LA VITA E LOTTA E CHI NON LOTTA NON VIVE.
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- Questa è la mia breve storia: la storia di un ragazzo che ha ancora tanta
voglia di vivere e di poter fare mille altre cose.
Giugno 1999
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